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L'IMPORTANZA DELLE EMOZIONI A SCUOLA, EMPATIA E COMUNICAZIONE POSITIVA.

Updated: Jan 13, 2023


Lo scorso sabato ho avuto l'opportunità di partecipare a un altro degli eventi organizzati da Karine Maurel, precettrice, "mental coach" in ambito sportivo e specializzata in soggetti ad alto potenziale cognitivo. Anche questo fa parte di una serie di appuntamenti mensili che prendono il nome di "Autour de la table".


Questa volta ci accompagnavano Fabienne Vidoire, insegnante e conferenziera, e Evelyne Hoareau, formatrice, coach, terapeuta e conferenziera.


L'argomento trattato era "Le emozioni nell'insegnamento scolastico, l'empatia e la comunicazione positiva."


In questa sede vorrei includere il testo che mi ero preparato per intervenire a questo dibattito. I concetti principali li ritroverete anche nel video di "Autour de la table", che precede questo articolo.


L'IMPORTANZA DELLE EMOZIONI E DELLA COMUNICAZIONE POSITIVA PER UN EFFICACE APPRENDIMENTO DI UNA LINGUA STRANIERA.


LE EMOZIONI COME FATTORI LIMITANTI NELL’APPRENDIMENTO

Credo che nel corso della vita, ognuno di noi, qualunque fosse l’obiettivo da raggiungere, si è trovato a fare i conti con le proprie emozioni. Io sono tutt’altro che un’eccezione. È però stato soprattutto in età adulta, che ho cominciato ad avere la forte sensazione che le mie emozioni mi remassero spesso contro e che rappresentassero quindi un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi prefissati.


Con il passare del tempo, riflettendo sulle esperienze vissute soprattutto in ambito educativo, mi sono inoltre reso conto di come certe emozioni negative sembrassero essere strettamente legate alle mie difficoltà di apprendimento.


Le neuroscienze e il coaching sono fortunatamente venuti in mio soccorso per aiutarmi a fare luce sul rapporto tra emozioni e apprendimento, e su processi mentali da me stesso vissuti ma mai veramente capiti.


DOPAMINA, CORTISOLO, CONNESSIONI NEURONALI E NEUROPLASTICITÀ


La dopamina viene definita come l’ormone della felicità e ricopre un ruolo di grande importanza per il pieno funzionamento del nostro cervello e per massimizzare il nostro apprendimento.


La dopamina aiuta a rafforzare le connessioni neuronali e, così facendo, favorisce la neuroplasticità del cervello, ossia la capacità del cervello di modificarsi. È inoltre necessaria a mantenere alti livelli di attenzione e a migliorare la memoria a lungo termine.


Il cortisolo invece, l’ormone prodotto da uno stato di stress, ha proprio l’effetto contrario. Inibisce i collegamenti neuronali e ci impedisce di pensare attraverso la nostra corteccia prefrontale. Il sentirsi sotto pressione, ad esempio, può essere percepito dal nostro cervello come una situazione di pericolo e può dare luogo a una reazione limbica, durante la quale si produce cortisolo e s’impedisce alla corteccia prefrontrale, sede del pensiero critico, di fare il proprio lavoro.


Quanto detto è utile a capire come possa essere importante stimolare nei nostri alunni sentimenti come la felicità, la curiosità e mantenere il loro sistema limbico in uno stato di tranquillità. Questo servirà a creare le premesse per un apprendimento efficace.



COMUNICARE ATTRAVERSO L’EMPATIA, L’ASCOLTO ATTIVO E POTER RAGGIUNGERE COSÌ IL NOSTRO “FLOW STATE”


Oggigiorno, nello svolgimento del mio lavoro, ho imparato a dare maggiore importanza a fattori sui quali avevo troppo spesso sorvolato in passato. Fattori che, nonostante il campo in cui lavoro, poco hanno a che vedere con la produzione linguistica o la comprensione del parlato.


Ho compreso ad esempio l’importanza di dare il giusto riconoscimento allo stato mentale in cui si trova un mio alunno attraverso un atteggiamento empatico, in maniera tale da mantenere il suo sistema limbico in un stato di calma e a conservare così le condizioni necessarie all’apprendimento.


Ho inoltre imparato a comunicare attraverso l’ascolto attivo che permette di spostare l’attenzione di chi ascolta sugli elementi sia verbali che non verbali che caratterizzano il messaggio del parlante, senza emettere giudizi, cercare soluzioni o consigli da dare. In questo modo, la comunicazione si sviluppa attraverso domande aperte, riformulazioni volte ad assicurarsi di ciò che si è capito, e tutto ciò utilizzando uno stile non direttivo. Il nostro interlocutore è il solo responsabile delle decisioni prese e questo a sua volta contribuisce a influire positivamente sulla sua motivazione.


Rispettando queste premesse, potremmo raggiungere l’obiettivo di fare entrare i nostri alunni in uno stato definito come “flow” durante il quale ci s’immerge totalmente in un’attività che ci provoca un intenso piacere.










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